Anche in questa campagna elettorale i leader politici, soprattutto Berlusca e Veltroni, non hanno mancato di fare accostamenti, apprezzamenti e quant’altro nei confronti della politica americana, anch’essa in piena campagna elettorale per le presidenziali. E in qualche modo, si possono scorgere delle analogie, tra il modo di farsi pubblicità,negli slogan e negli atteggiamenti dei nostri politici, con quelli dei candidati d’oltreoceano.
Una cosa però mi colpisce. Una differenza enorme tra noi e loro. “Hillary è un mostro, è una disperata che non si ferma davanti a niente. Ma mi raccomando non scrivetelo”. Queste sono state le parole pronunciate da Samantha Power, consigliera di politica estera di Barak Obama. Ovviamente sono finite immediatamente su tutta la carta stampata d’America. Così, di fronte a questa clamorosa gaffe l’ingenua Samantha ha deciso di dimettersi. Per una gaffe, magari per un piccolo crollo di nervi.
Ora, in Italia abbiamo un candidato premier che nella scorsa campagna elettorale si è permesso di dare del “coglioni” a chi non lo avesse votato, insultando così più di mezzo Paese, e lo ritroviamo ancora con toni offensivi in questa campagna, con la faccia sempre più tosta. Abbiamo un Fini che se ne esce con un’oscenità del genere:”La società americana non è pronta ad eleggere un nero, afroamericano”, ma nonostante questo sta ancora lì al suo posto, braccio destro del candidato premier di cui sopra.
Sottigliezze magari, ma che contribuiscono senza dubbio all’immagine di un Paese…